Convegno di studi a 60 anni dalla ricerca di Ernesto de Martino nel Salento

Nardò, Chiostro dei Carmelitani, 23 giugno 2019, ore 18

Coordinamento scientifico: Vincenzo Santoro

Direzione Organizzativa: Antonio Santoro

A sessanta anni dalla mitica ricerca compiuta da Ernesto de Martino sul tarantismo salentino, i cui risultati confluirono nel celebre saggio La terra del rimorso, l’Associazione Diotimart e le edizioni Itinerarti, insieme al Comune di Nardò, propongono un momento di riflessione sulle ultime acquisizioni della ricerca sul fenomeno, con particolare riferimento alla sua dimensione mediterranea.

 

Programma

Saluti istituzionali

Introduzione: Vincenzo Santoro, responsabile dipartimento Cultura e Turismo, Associazione Nazionale Comuni Italiani

Prologo: Omaggio ai musicisti neretini del tarantismo

proiezione della parte pugliese di Sentite buona gente, spettacolo di musiche tradizionali delle regioni italiane, curato da Roberto Leydi, Diego Carpitella e Alberto Negrin che andò in scena al Piccolo Teatro di Milano all’inizio del 1967, e in cui uno spazio importante ebbe l’esibizione dell’orchestrina dei Musici – terapeuti di Nardò, composta da Luigi Stifani (violino), Tora Marzo (tamburello), Pasquale Zizzari (organetto), Giuseppe Ingusci (chitarra).

Sessione 1: Declinazioni locali di un fenomeno mediterraneo

Il tarantismo in Sicilia – Sergio Bonanzinga, università di Palermo

I rituali dell’Argia in Sardegna – Marco Lutzu, università di Cagliari

Francisco Xavier Cid e il tarantismo in Spagna – Manuel De Carli, università di Tours

Intermezzo: Gino Di Mitri, La sonata pallida. Impatto fisico dei suoni e teoria musicale dell’ethos da Kircher a Stifani

Sessione 2:  Presentazione – in anteprima assoluta – del nuovo libro di Brizio MontinaroIl teatro della taranta. Tra finzione scenica e simulazione, Carocci 2019

L’iniziativa fa parte del programma del festival Folkbooks.

Scheda sul libro

Il teatro della taranta contiene una raccolta di 5 testi teatrali, molto rari e dimenticati, tenuti insieme dal tema del tarantismo e appartenenti al genere comico, in realtà sono veri e propri documenti per uno studio tutto nuovo appartenente all’ambito dell’antropologia culturale. Moltissime sono le novità assolute. Comprese le immagini. Creare il contesto in cui sono fiorite queste pièces permette al lettore di apprezzarne meglio il profumo e soprattutto di scoprire molte altre cose del tutto inedite come, ad esempio, che il tarantismo non fu un fenomeno di ambito locale legato al Salento ma un fenomeno molto diffuso, e da lunga data, in gran parte dell’Europa meridionale con implicazioni scientifiche che coinvolsero medici e studiosi di ogni genere sparsi per l’intera Europa. Si scopre così una realtà molto più variegata e ricca di quanto l’importante inchiesta di Ernesto de Martino abbia saputo mettere in luce e soprattutto uno sguardo sul tarantismo totalmente nuovo. Gli autori delle opere teatrali qui presentate sono tutti di grande rilievo a cominciare da Pedro Calderon de la Barca per finire al nostro Francesco Albergati Capacelli e coprono un arco di tempo che sfiora i tre secoli: dal Siglo de Oro all’ Ottocento. Il fatto che i testi sono quasi tutti testi satirici o comici, a volte molto divertenti, ci fa capire come era visto il tarantismo dagli scrittori e soprattutto come poteva essere recepito dal pubblico che frequentava i teatri e che di casi di tarantismo era sicuramente testimone. E questo sia in tutta l’Italia, dove il tarantismo era sommamente diffuso, che in Francia o in Spagna. Senza distinzione.

I testi sono:

  1. La Franchotadi Pedro Calderon de la Barca (1600 – 1681)
  2. Los Atarantadosdi Luis Vélez de Guevara (1579 – 1644)
  3. La tarantoladi Francesco Albergati Capacelli (1728 – 1804)
  4. Le danceur eterneldi M.Clement*** (* – 1809)
  5. La tarentuledi Eugène Scribe (1791 – 1861)

Mentre grandi uomini di scienza: medici, naturalisti, filosofi di tutta Europa come S. Blancaart, G. Cardano, E. Ferdinando, F. Serao, E. F. Leonhardt, M. S. di Renzi e F. Cid si interrogavano molto seriamente sull’essenza del tarantismo e sulle cure per guarire da questa malattia che certo doveva apparire anche a loro misteriosa e difficile da dominare, nei più importanti teatri del Sud d’ Europa ci si dilettava e si rideva seguendo le vicende di personaggi, veri o falsi tarantati, messi in scena sia in spettacoli di prosa sia in acclamati balletti con star internazionali.

Il volume si prevede di circa 220 pagine incluso il saggio introduttivo e alcune illustrazioni inedite. I Testi sono in traduzione italiana con versione originale a fronte.